| Gentilissime Colleghe,
Stimati Colleghi,
1. Mi presento: sono Andrea Badalamenti e, dopo più
di due anni di fatiche concorsuali, sono finalmente
diventato il vostro Dirigente Scolastico.
Ho 43 anni, gli ultimi 15 circa dei quali trascorsi
ad insegnare Italiano e Latino al triennio del liceo
classico di Monreale, anche se lo scorso anno scolastico
ho potuto svolgere la mia attività professionale
presso lo scientifico di S. Giuseppe Jato annesso
allo stesso "Basile" di Monreale, diretto
negli ultimi due anni da una vostra vecchia conoscenza:
il Preside Massimo Perrone.
2. Colgo l'occasione di questo primo incontro per
dire solo le cose che mi stanno più a cuore,
in attesa di stendere un vero e proprio "Atto
di Indirizzo", che sarà il frutto di una
prima fase di osservazione, colloqui e studio della
situazione, delle difficoltà e delle esigenze
della nostra comunità educativa.
3. Ed uso non a caso quest'espressione proprio per
richiamare, prima di ogni altra cosa, il COMPITO che
tutti noi qui presenti abbiamo: rispondere al bisogno
educativo del nostro popolo, ed in particolare dei
nostri ragazzi.
Non dobbiamo mai dimenticare che, soprattutto in una
situazione di EMERGENZA EDUCATIVA come quella odierna,
quello che abbiamo di fronte ogni giorno è
un lavoro sempre più difficile (si pensi agli
esempi cronaca più clamorosi, fino al bullismo),
a volte frustrante e deprimente, sempre più
deprezzato e poco riconosciuto nella considerazione
(scarsa) sociale; ma è al tempo stesso - e
forse proprio per le crescenti difficoltà che
lo accompagnano - un impegno sempre più commovente
ed esaltante, se teniamo conto del fatto che abbiamo
tra le mani la vita, il destino, il futuro di tante
persone: i nostri alunni.
E non solo loro di loro: anche delle loro famiglie,
sempre più deboli e fragili, instabili ed incerte
sulla propria responsabilità educativa. Anche
nei loro confronti dobbiamo essere - in un certo senso
- "educatori", in ogni caso un sostegno
nell'opera formativa di figli consapevoli e maturi.
4. Per conseguire quest'obiettivo, la scuola - una
scuola superiore come la nostra - deve offrire un
ambiente adeguato. Perciò deve essere in primis
un luogo di LIBERTÀ.
Siamo un'istituzione statale, e dunque deve essere
garantito un reale PLURALISMO. E non intendo questo
concetto in termini "escludenti", come fanno
coloro che lo interpretano come annullamento di identità
personali o di gruppo. Viceversa, pluralismo significa
(come ricorda la stessa etimologia) che tutti coloro
che - a titolo individuale o in forma aggregata -
avessero qualcosa di significativo da dire o da proporre,
e a livello strettamente educativo e dal punto di
vista più genericamente culturale, troverà
sempre da parte mia una piena ed incondizionata accoglienza
e disponibilità.
E ciò vale sia per tutti noi, qui presenti,
sia per i nostri ragazzi.
5. Ma è chiaro che gli alunni sono, sempre,
il riflesso, il frutto dell'opera degli adulti che
hanno davanti.
Per questo, ribadisco, la prima risorsa della scuola
SIETE VOI DOCENTI, la cui MOTIVAZIONE e le cui CAPACITÀ
e COMPETENZE rappresentano il fondamento di un'azione
educativa efficace e produttiva.
Non si può, di conseguenza, pensare di poter
lavorare bene come "sistema" se le singole
persone che lo compongono non sono messe nelle condizioni
per farlo.
Ecco perché, in quest'anno scolastico, intendo
puntare molto sullo sviluppo della (già ottima)
professionalità docente, su cui occorre - però
- sempre ritenersi "in itinere", a partire
da un desiderio di ampliare ed approfondire le proprie
competenze metodologiche e di migliorare sempre più
la propria professionalità.
6. Ed è anche per questo che, infine, intendo
instaurare con voi, con ciascuno di voi, un rapporto
che non sia innanzitutto gerarchico, ma - pur nel
rispetto delle reciproche competenze - di corresponsabilità
educativa, nella consapevolezza che un ambiente sereno
e collaborativo può determinare un clima realmente
favorevole al raggiungimento dello scopo comune condiviso.
Perciò consideratemi sempre disponibile ad
ascoltare e considerare le vostre esigenze ed - anche
- i vostri suggerimenti, graditi, peraltro, da chi
- come me - si trova ad affrontare per la prima volta
un'avventura professionale tanto impegnativa (ma affascinante)
come quella che oggi mi accingo ad iniziare insieme
con voi.
Grazie. |
| Concluso l'iter concorsuale ordinario,
espletate tutte le procedure previste, con la definitiva
graduatoria degli aventi diritto, finalmente sono stati
immessi in ruolo i nuovi Dirigenti scolastici, i quali
hanno assunto servizio a partire dal 01 settembre 2007.
Il Prof. Andrea Badalamenti è il Dirigente
dell'ITC-ITT "Leonardo Sciascia" di Erice.
Nato a Palermo, 44 anni, il Prof. Badalamenti, laureato
in Lettere Moderne, ha conseguito il Dottorato di
Ricerca in Storia Moderna, nel 1995. Docente di Italiano
e Latino, ha insegnato per 13 anni presso il Liceo
classico dell'Istituto di Istruzione Superiore "Emanuele
Basile" di Monreale.
Siamo andati ad incontrare il neo-Dirigente e, al
di là dei dati biografici che ci ha gentilmente
fornito, abbiamo cercato di conoscerne le idee e i
propositi, nonché il "Progetto" di
Scuola che intende portare avanti.
Prof. Badalamenti, vuole presentare l'Istituzione
scolastica di cui ha assunto la Dirigenza, caratterizzandone
l'identità e come essa si pone in relazione
al territorio?
"L'ITC-ITT "Leonardo Sciascia" ha celebrato
proprio lo scorso anno il ventennale di vita come
Istituzione scolastica autonoma, segno di un radicamento
profondo e duraturo nel territorio ericino e trapanese.
In questi anni, ha assorbito il Tecnico Turistico
di Valderice, originariamente sede staccata del "Marco
Polo" di Palermo, attivando questo indirizzo
di studio anche nella Sede di Erice, e, da quattro
anni a questa parte, ha istituito anche un corso ITC
presso la Casa Circondariale "San Giuliano"
di Trapani, ricadente anch'essa nel territorio comunale
di Erice.
Lo "Sciascia", pertanto è, sul territorio
di Trapani-Erice, l'unico Istituto che ha, come offerta
formativa, un Indirizzo Tecnico Turistico.
La presenza all'interno dei locali di un "Centro
Risorse" contro la dispersione e del progetto
"Arcobaleno" per la disabilità l'hanno
reso polo di iniziative non solo di coordinamento
tra le scuole, ma anche punto di riferimento per attività
formative ed educative aperte al territorio e rivolte
anche alla popolazione adulta. Grazie alla ricchezza
di strutture laboratoriali di cui dispone, infatti,
numerosi sono stati - in questo ventennio - i progetti
realizzati in tal senso (PON, POR ed IFTS) concepiti
per arricchire l'offerta formativa destinata ad utenti
anche diversi dagli alunni "curricolari"
dell'Istituto.
Un cenno particolare merita, infine, la partecipazione
dell'Istituto alle reti di scuole, dove è presente
in cinque di esse; Drepanon, Erice-Scuola, Aurora,
Alfamedialità, Cittadinanza Europea, che contribuiscono
a rendere stabile ed efficace il radicamento sopra
menzionato nel territorio trapanese attraverso l'implementazione
di meccanismi virtuosi di scambio e collaborazione
con le altre istituzioni scolastiche ed educative
ivi presenti".
Gli Organi Collegiali, nell'ambito delle loro prerogative,
indicano le direttrici, le linee fondamentali del
Piano dell'Offerta Formativa (POF) della Scuola. Lo
Sciascia, a partire da quale vision, ha elaborato
il suo POF?
"La scuola dell'Autonomia non può prescindere
dal rapporto col suo territorio, del quale deve assecondare
ed al tempo stesso favorire le potenzialità
di sviluppo a tutti i livelli. Per questo deve, in
prima battuta, individuarne la "vocazione specifica",
incentrando il proprio Progetto formativo su ciò
che può consentire una reale opportunità
di crescita dello stesso e dei suoi giovani in modo
particolare.
Deve però, al tempo stesso, tenere conto dei
dati di contesto più ampi nei quali ormai si
colloca ogni intervento di tipo formativo e di istruzione:
l'essere irreversibilmente - cioè - inseriti
tutti in una realtà "globalizzata"
il cui primo orizzonte è costituito dall'Unione
Europea, a sua volta proiettato in prospettiva planetaria.
Da queste premesse scaturiscono una serie di conseguenze
operative e di contenuto che, se da un lato devono
tenere in massima considerazione la vocazione prevalentemente
turistica, non possono non tener conto, dall'altro,
della necessità di rispondere alle sollecitazioni
rappresentate dallo sviluppo della "società
della conoscenza", cui i cosiddetti "obiettivi
di Lisbona" fissati dalla Commissione Europea
intendono dare il giusto rilievo. Questi devono avere
ricadute operative precise e strutturate anche su
un Piano dell'Offerta Formativa, ponendo al centro
di esso un'attenzione alla formazione ed all'educazione
della persona dell'alunno come soggetto responsabile
ed autonomo nei riguardi del proprio progetto di vita
e di lavoro, e per questo anche "in formazione
continua", secondo l'accezione del "LLL:
long life learning".
Entrando più nel dettaglio, il POF deve aiutare
gli allievi ad acquisire o a rinsaldare le competenze
di base (di comunicazione linguistica e matematiche)
e deve, al contempo, promuovere un'altrettanto solida
acquisizione di competenze nell'ambito delle tecnologie
informatiche (le TIC), ormai realmente indispensabili
per l'ingresso nel mercato del lavoro. È per
questo che, ad esempio, lo "Sciascia" è
da molti anni sede ECDL per il conseguimento della
Patente Europea del computer. Non devono mancare,
infine, azioni volte ad incrementare ed approfondire
la conoscenza delle lingue straniere comunitarie,
anch'essa necessaria per muoversi in una realtà
lavorativa "globalizzata".
E deve, lo stesso POF, guardare - come accennato -
con attenzione al contesto locale, sviluppando progetti
finalizzati a far conoscere sempre più e meglio
la storia, le tradizioni, la cultura e la realtà
produttiva locale, attivando meccanismi di "partnerships"
con le istituzioni e le organizzazioni imprenditoriali,
il mondo dell'alta formazione (università)
e della cultura, la Chiesa e tutte le agenzie che,
a vario titolo, operano attivamente per lo sviluppo
integrale del territorio trapanese. In questo senso
è significativo che gli alunni partecipino
attivamente (come hostess e stewards o guide) alle
iniziative più importanti tradizionalmente
promosse nell'area ericino-trapanese (i "Misteri",
le manifestazioni velistiche o di tipo gastronomico,
etc.), acquisendo immediatamente un atteggiamento
responsabile e per quanto possibile creativo in questi
contesti".
La presenza dei Docenti, del Personale non docente,
dei Genitori, degli Studenti-utenti, fa della Scuola
una "comunità". Essa assolve pienamente
alla sua funzione se si realizza come "comunità
educante". Cosa sente di dire a questa Comunità
il suo Dirigente?
"Il compito fondamentale della "comunità"
è rispondere al bisogno educativo dei nostri
ragazzi. Non dobbiamo mai dimenticare che, soprattutto
in una situazione di emergenza educativa come quella
odierna, tutti noi siamo e saremo chiamati a confrontarci,
ogni giorno, con un lavoro sempre più impegnativo
e difficile, a volte frustrante, poco riconosciuto
nella considerazione sociale, ma, al tempo stesso,
esaltante nel dialogo educativo che abbiamo con i
nostri Studenti. Nella Società contemporanea,
la Famiglia si presenta sempre più debole e
fragile, instabile e incerta nella propria responsabilità
educativa. La Scuola, in quanto Comunità, deve
proporsi e farsi sentire come sostegno nell'opera
formativa dei Genitori, talvolta sfiduciati di fronte
ad un impegno che si fa sempre più difficoltoso.
Perché questo possa diventare obiettivo raggiungibile,
lo Sciascia deve poter essere "luogo di libertà",
in cui venga garantito un reale pluralismo; intendendo,
con questo, dire che tutti coloro, individualmente
o come aggregazione, che hanno qualcosa di significativo
da dire o da proporre, sia a livello strettamente
educativo che dal punto di vista più genericamente
culturale, troverà nel Dirigente piena accoglienza
e disponibilità. Nella Scuola, i Docenti rappresentano
gli "esperti", i "professionisti"
dell'attività didattico-educativa. La loro
capacità, le competenze, l'esperienza, sostenute
da una adeguata motivazione, rappresentano il fondamento
di un'azione formativa efficace e produttiva. Il Personale
non docente, nei suoi vari profili professionali,
sta alla base, da cui non si può prescindere,
della efficienza dello Sciascia. A loro viene chiesto,
e continuerà ad essere chiesto, un di più
in termini di disponibilità, di impegno, di
servizio.
A livello personale, assicuro che è mio intendimento
instaurare, con tutte le componenti presenti in questo
Istituto, un rapporto che non sia innanzitutto gerarchico,
ma, nel rispetto delle competenze e delle prerogative
di ciascuno, chiamo tutti (Docenti, Personale non
docente, Studenti, Genitori) alla corresponsabilità:
educativa, amministrativa, gestionale, nella consapevolezza
che un ambiente dove la comune direttrice dei rapporti
interpersonali è il dialogo, determina, nei
fatti, un 'clima' collaborativi che favorirà,
ne sono certo, la crescita e l'ulteriore sviluppo
dello Sciascia.
A conclusione di questo nostro incontro, desidero
ringraziare per l'accoglienza e l'attenzione che tante
persone hanno avuto nei miei confronti e auspico una
sempre più fattiva collaborazione con tutte
le Realtà che hanno a cuore il "benessere"
dei Giovani".
Il nostro colloquio con il Prof. Badalamenti termina
qui. Nel dirgli arrivederci e augurargli buon lavoro,
ci impegniamo ad incontrarlo fra qualche mese, quando
le dichiarazioni d'intenti avranno trovato una concreta
applicazione. Grazie per l'attenzione. |